TI CONOSCO, MASCHERINA









Da piccola scrivevo filastrocche. Le battevo a macchina, seduta seria seria davanti al mio garage, dove faceva più fresco. Ne scrivevo cinque, sei, dieci al giorno, come se mettere tutto il mondo in rima fosse un lavoro, per me che avevo la rima facile.

Poi, un po' di tempo dopo, ho capito che la poesia non era un lavoro.
Ancora un altro po' di tempo e la poesia è diventata un lavoro davvero, per me, ed è stato bello riscoprire la mia parte bambina, che batte ostinata sui tasti e mescola i colori, mentre quella adulta frena la rima e il pennello...

"Ti conosco, mascherina" è la storia della commedia dell'arte, degli attori girovaghi, di carrozzoni che si aprono come scatole rivelando un palcoscenico illuminato, di Arlecchino e Pulcinella, Colombina ed Isabella.

Per il mio primo albo illustrato, un miscuglio di prosa e rime, acrilico e acquerello, un enorme grazie a Edizioni Corsare, che hanno creduto in me anche quando la strada percorsa è diventata insolita e inaspettata.