Libri pop-up a Badia Tedalda

Sempre in ritardissimo (ma tra le vacanze, il lavoro e le mille cose da fare questo blog è un po' trascurato), pubblico due lavori che non ho fatto io, ma i bambini della Scuola Primaria di Badia Tedalda.
Badia Tedalda è un comune, piccolissimo in quanto a popolazione, immenso come territorio, arroccato sull'Appennino in provincia di Arezzo. Qui, in mezzo alle montagne, lavorano delle maestre e maestri fantastici, che inegnano, stimolano e crescono dei bambini sparpargliati in frazioni e case distantissime tra loro, per cui la scuola è veramente l'unico punto di incontro e di scambio fuori dalla famiglia.
E lì la scuola è un ambiente bellissimo, pieno di colori e disegni e creazioni fatte dai bambini, creazioni che i maestri mostrano con orgoglio e consapevolezza. Consapevolezza del proprio ruolo, dei propri compiti e degli stimoli che, in quanto scuola, possono cogliere e offrire*. E degli indubbi risultati che, con la loro dedizione e il loro impegno, possono ottenere.

Qui sono andata, nello scorso Marzo, per fare delle attività didattiche coi bambini ed insegnar loro a costruire dei libri pop-up.
Ed ecco i loro lavori.





Concludo con un immenso grazie alle insegnanti, e in particolare a Rosanna Borelli, per avermi permesso di fare questa esperienza, da cui ho imparato e raccolto più di quanto abbia dato.
francesca

* Un esempio, che mi ha colpito, stupito e commosso fino alle lacrime? Quando, nelle mail preliminari agli incontri, abbiamo parlato dei libri da fare e loro hanno proposto "L'uomo che piantava gli alberi", di Jean Giono, io ho detto che non lo avevo letto ma che conoscevo la canzone, cantata da un gruppo locale (senza specificare nè il titolo della canzone, nè il gruppo). Ebbene, quando sono arrivata a scuola, i bambini cantavano a memoria questa canzone, che la maestra aveva cercato su internet, scaricato, registrato e insegnato loro. Questa è SCUOLA.